Scout sull'Amerigo Vespucci

pubblicato 16 mag 2016, 13:18 da Fondazione San Giorgio


Ciao! Siamo un gruppo di scout nautici da Brescia, Bergamo e Parma. Quest’anno la branca nautica dell’AGESCI ci ha offerto l’ennesima opportunità imperdibile, per cui ci sentiamo in dovere come minimo di scrivere questo resoconto, sapendo che servirebbe ben di più per descrivere l’esperienza. Abbiamo partecipato ad una traversata La Spezia - Cagliari sulla nave a vela più prestigiosa della Marina Militare Italiana, nientemeno che la nave a vela Amerigo Vespucci. Il Vespucci – come si chiama originalmente – è una nave scuola della Marina, ideata per l’addestramento degli ufficiali. Può accogliere a bordo un equipaggio di quattrocento persone, tra cui gli allievi più giovani, frequentanti e cadetti.



La traversata è iniziata Mercoledì 30 Aprile all’Arsenale Militare Marittimo di La Spezia, dove ci siamo imbarcati sul veliero. Già al primo impatto la nave ci ha lasciato a bocca aperta: la veterana dei mari si stagliava sull’acqua con i suoi tre alberi da cinquanta metri l’uno, tanto da farsi riconoscere fin da fuori l’arsenale. Il nostro imbarco è stato accolto da eleganti ufficiali, sotto la marcia della banda ufficiale. La nave ha l’importante funzione di rappresentare la Marina Militare e lo Stato, sia in Italia che all’estero; pertanto insieme a noi sono saliti per un giro turistico alcune autorità militari e personalità politiche.

La partenza è avvenuta la sera di Mercoledì, dopo la prova in acqua di tutte le scialuppe di salvataggio. E la nostra prima notte sulla Vespucci ha subito messo alla prova il nostro lato marinaresco: affrontare un mare 6 e la culla del dondolio sulle amache è stata piuttosto dura - anche per alcuni marinai. Ma la mattina dopo eravamo in piedi con loro, già dalle sette, pronti per affrontare la giornata.

Questa, sulla nave scuola, è dettata da orari rigorosi, e dall’incessante attività dell’equipaggio. Anche noi, sebbene trattati sempre con il riguardo degli ospiti, abbiamo assaggiato la vita marinaresca: tre pasti al giorno, razionalizzati e serviti in mensa in vassoi di acciaio, eppure sazianti e ricercati; specifici compiti suddivisi in base ad un’organizzazione puntigliosa, necessaria per il funzionamento del mondo a sé che è la nave; un’attenzione minuziosa ad ogni dettaglio - dalla lucentezza degli ottoni alla disposizione delle cime in spirali perfette - possibile solo grazie alla consapevolezza di ciascun membro dell’equipaggio della reputazione che la nave deve mantenere; una gerarchia perfettamente militare, con cui però sembra convivere un forte cameratismo, che va anche oltre al grado e all’uniforme.



Noi siamo stati affidati di volta in volta a più ufficiali, ciascuno dei quali ci ha spiegato il proprio ruolo a bordo del Vespucci. L’universo marinaresco, come ci ha detto più di uno tra loro, non può che destare fascino e curiosità nei ragazzi; infatti eravamo pieni di domande, che hanno sempre trovato una risposta paziente. Oltre ad aver imparato a menadito le “specifiche” della nave, abbiamo potuto visitarne praticamente ogni spazio, dal ponte ai piani più bassi, dalla mensa in cui i marinai mangiano, dormono e si ritrovano al cassero che vede la bandiera italiana scendere ogni tramonto, fino alla visita assolutamente suggestiva degli alloggi e degli uffici degli alti ufficiali. Questi, situati nella parte posteriore della nave, sono stati conservati come erano al momento del varo nel 1931.


Abbiamo chiaramente preso parte alle attività più pratiche a bordo: abbiamo assistito ad una lezione di cartografia, ad un’altra sui nodi, abbiamo “avvicellato” le cime, abbiamo lucidato ottoni su ottoni e abbiamo anche avuto il privilegio di “frattazzare il cassero”, con lo spazzolone in mano e secchi di acqua e sapone rovesciati sui piedi. I militari ci hanno anche permesso di prendere parte ad una delle cerimonie più importanti e abbiamo potuto salutare ufficialmente il comandante che passava di fronte a noi.

L’esperienza è stata a nostro avviso assolutamente autentica, e anche l mare non è mancato nel riservarci le sue vedute estese e spettacolari, e occasionalmente il salto di qualche delfino. È da sottolineare che durante tutta la suggestiva traversata abbiamo ricevuto un trattamento da veri ospiti, sotto ogni aspetto, che però non ci ha impedito di gustarci quest’esperienza marinaresca.

Allo sbarco a Cagliari, la mattina di Sabato 31 Aprile, abbiamo assistito all’ultima cerimonia, con i militari più giovani, nelle loro uniformi blu e bianche, che imbracciavano i fucili storici tenuti a bordo. E lasciando il Vespucci che proseguiva la sua tratta non abbiamo potuto dire che una cosa: “Arrivederci”.



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