Capitolo312

« LO SAPEVI CHE...»

... una volta Piazzole e tutti i territori circostanti si trovavano in fondo ad un oceano chiamato Tetide che, per effetto degli sconvolgimenti tettonici avvenuti durante le epoche geologiche Oligocene e Miocene (da 34 a 5 milioni di anni fa), fu drasticamente ridotto e declassato a quello che conosciamo come mar Mediterraneo; i medesimi sconvolgimenti provocarono lo scontro tra due placche continentali con conseguente innalzamento non omogeneo dei fondali marini e formazione di Alpi, Prealpi ed Appennini. Ecco perché gli strati di materiale pietroso che costituiscono le montagne non sono orizzontali, bensì hanno un andamento variamente inclinato. Ed ecco perché non è infrequente trovare in montagna, quindi anche a Piazzole, pezzi di roccia contenenti fossili di
animali marini quali ammoniti come quella - piccola ma stupenda perché completa – che tutti possiamo ammirare sul tratto della strada forestale n° 3 che dal fondo della Radura procede verso il confine a est (circa trenta metri dopo il bivio, a sinistra, si trova una grande pietra bianca con incastonato questo prezioso gioiello preistorico). In seguito, questi nuovi territori emersi dalle acque furono lentamente colonizzati da altre creature viventi: per primi i vegetali, poi svariate specie di animali ed infine gli umani. Col trascorrere dei millenni molte specie dei primi colonizzatori si estinsero, altre subirono evoluzioni, anche notevoli, per meglio adattarsi al nuovo ambiente, altre
ancora rimasero pressoché immutate. Tra queste ultime troviamo anche il cinghiale, parente stretto del maiale che tutti conosciamo. Dunque, il cinghiale (insieme a molte specie di volatili, di anfibi, di rettili, di erbivori, di roditori, di mustelidi e di insetti) abitava già da molto prima degli umani in quella penisola poi denominata Italia. E,ovviamente, anche in quel territorio prealpino dove, oggi, sorge la Base Scout Piazzole. Abitavano e continuano ad abitarci. Nonostante la sempre più massiccia presenza umana, che ha comportato molti stravolgimenti ambientali (strade e canali, cascine e fattorie, paesi e città, recinti e barriere oltre a parziale o totale distruzione di boschi e
foreste), gli «inquilini» del mondo animale, fino ad allora padroni di vivere in piena libertà, si sono rassegnati a questa coabitazione. Coabitazione che pare funzionare alla grande sopratutto perché ciascuna delle creature del bosco fa del proprio meglio per evitare il contatto diretto con noi umani. Detta così, vien da dire: «bene, ottimo! Nessun problema!» e invece qualcosa pare voler mettere in discussione questa «coabitazione pacifica». Questo «qualcosa» sta nel fatto che il cinghiale è onnivoro. Cioè si nutre di tutto ciò che è commestibile: proprio come noi.
Ma vediamolo più da vicino questo mammifero: simile al maiale, è molto dotato di olfatto ed udito ed ha i denti canini inferiori che crescono continuamente fino a fuoriuscire dalla bocca di parecchi centimetri; essi sono molto affilati (dal continuo sfregamento contro i canini superiori) e ciò li rende molto temibili negli scontri. Ha abitudini notturne (dorme di giorno) ed è molto riservato e schivo preferendo sottrarsi allo scontro se non costretto: in questo caso, però, sfodera un carattere aggressivo che lo rende assai pericoloso. Come detto, è onnivoro e come noi mangia di tutto, anche ciò che per noi è avanzo o scarto di cibo: il torsolo di una mela, ad esempio, od un pezzo di pane secco per lui sono «pappa buona». Diversamente da noi non va al supermercato a fare la spesa ma trova il cibo sparso nel territorio grazie al suo fiuto formidabile. Quando noi cuciniamo, produciamo odori molto stimolanti che lui percepisce a chilometri di distanza: avendo mOOOlta fame, è oVVio che di sera viene a grufolare nei paraggi, siano essi Casa Scout o un angolo di Squadriglia! Se poi trova qualcosa di mangereccio, è oVVio che vorrà perlustrare tutta la zona. Come comportarci nel caso? Ecco le semplici regole da osservare: 1) NON strillare né gesticolare perché si sentirebbe minacciato e attaccherebbe. 2) NON correre davanti a lui ma indietreggiare lentamente fino ad un posto sicuro. 3) Se si è vicini a del cibo alla sua portata, allontanarsi in direzione opposta. 4)
Se si ha in mano del cibo, lasciarlo cadere a terra e allontanarsi. NON lanciarlo verso di lui, potrebbe sentirsi minacciato ed attaccherebbe 5) Lasciarlo grufolare tranquillamente: quando non troverà più cibo se ne andrà spontaneamente. Va detto che dalle nostre parti non si tratta mai di un singolo esemplare ma normalmente sono intere famiglie ed è oVVio che i genitori sono particolarmente eccitabili quando i cuccioli sono piccoli: come detto, basta lasciarli tranquilli.

Vitaliano Villi

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